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| 26 gennaio |
La Regione Lombardia –Assessorato Territorio ed Urbanistica
programma un sopralluogo da parte degli assessori regionali Daniele Bellotti e Giulio De Capitani
presso la “Galleria degli Agricoltori” insieme ai Sindaci dei 4 comuni coinvolti dall’Accordo di programma sul lago d’Idro;
a seguire si prevede una riunione presso la Comunità Montana con i tecnici del Registro Dighe ed i progettisti delle opere per illustrare la situazione.
Dopo una visita all’interno della galleria degli agricoltori, divenuta nel tempo galleria di scarico per la sicurezza, diciamo divenuta in quanto costruita a suo tempo non per sicurezza, ma per pescare l’acqua a livello idrometrico di 360, vale a dire sette metri sotto il deflusso minimo vitale dalle Paratoie a vantaggio degli opifici a valle come sta scritto sull’entrata a lettere bronzee,
in Comunità è avvenuto uno scambio di opinioni tra fautori delle nuove opere, comune di Bagolino in testa e fautori di un diverso approccio alla sicurezza del lago e del suo territorio: comune di Idro e di Anfo che invece insistono per un intervento sulla Paleo-Frana che è la fonte del pericolo; il comune di Lavenone non fa testo in quanto solamente interessato alla spartizione delle “Compensazioni”.
In sintesi: in condizioni di necessità la galleria ENEL non viene nemmeno menzionata come eventuale galleria di scarico perché insufficienti i soli 30/metri cubi al secondo, mentre ne sono necessari almeno 300 per dare una “sventola” ai comuni lungo l’asta del Chiese, in secondo luogo preoccupano i tagli del Governo Monti per cui l’intervento va messo tra le “Priorità”.
Cade la Frana, crolla la galleria, e noi siamo ancora qui a farci le pere mentali sull’ambiente!
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